Da ormai due settimane la Spagna si trincera dietro la collaborazione col Marocco per difendersi dalle accuse di aver lasciato entrare 80.000 migranti a Ceuta. Sostiene che è grazie ai buoni rapporti con il Paese nordafricano che la maggior parte dei migranti sono usciti dall’exclave in poche ore, anche se la verità è che la maggior parte hanno deciso di abbandonare volontariamente il territorio, visto che le migliaia che sono rimaste a Ceuta non hanno alcuna intenzione di andare via e, infatti, affollano spiagge e strade dei quartieri periferici. E per quelli i rimpatri saranno molto più complicati, anche perché il Marocco pare stia valutando di interrompere la collaborazione con la Spagna.“Stiamo discutendo ora al Ministero della Giustizia la possibilità di sospendere l’applicazione dell’accordo di estradizione tra Marocco e Spagna”, ha dichiarato il ministro marocchino della Giustizia, Abdellatif Ouahbi, in un’intervista con l’agenzia spagnola Efe. Vengono addotti problemi nella consegna delle persone reclamate dai tribunali marocchini ma la dichiarazione si inserisce nelle tensioni esistenti per Ceuta, anche se la Spagna sta minimizzando il problema. Ma non solo, perché Ouahbi, ha criticato la Spagna per “accettare e regolarizzare” le persone che arrivano illegalmente sul suo territorio, mentre Rabat cerca di impedire le partenze dal Marocco. “Ci dicono: perché ci fermate se la Spagna ci accetta?”, ha detto il ministro marocchino, aggiungendo che né il Marocco né la Spagna sono contrari all’immigrazione, ma entrambi i Paesi devono “organizzarla e stabilire procedure concrete e chiaramente definite”.Il ministro marocchino ha sottolineato nell’intervista che “mentre noi impediamo ai migranti di partire, quando arrivano in Spagna vengono accolti e la loro situazione viene regolarizzata”. Ouahbi ha inoltre rinnovato la richiesta alla Spagna di restituire i minori marocchini ancora presenti a Ceuta dopo gli arrivi di massa, così come quelli che si trovano nel resto del Paese: “Vogliamo che tutti i nostri figli tornino a casa. L’inizio dell’anno scolastico si avvicina e i bambini devono tornare a scuola”. E ha poi aggiunto sostenendo di aver ricevuto segnalazioni di presunte violenze, tra cui stupri e aggressioni, nonche’ della scomparsa di alcuni minori.