La collaborazione BES III, che opera al collisore elettrone-positrone di Pechino, sostiene di aver chiuso una ricerca che dura da oltre mezzo secolo: la prova pi� solida finora dell'esistenza dei glueball, particelle composte quasi interamente da gluoni e previste dalla cromodinamica quantistica. Il risultato, di cui parla anche Science, � arrivato in un preprint pubblicato su arXiv il mese scorso e in una presentazione alla International Conference on High Energy Physics la settimana scorsa: la particella X(2370), ottenuta scontrando elettroni e positroni ad alta energia, mostra le propriet� attese da uno stato di soli gluoni.
I gluoni sono i portatori della forza nucleare forte, quella che tiene insieme i quark dentro protoni e neutroni. Non hanno massa, eppure l'energia del legame che costruiscono � enorme, e gran parte della massa di protoni e neutroni viene da l� e non dai quark che li compongono: sommando le masse dei tre quark di un protone si arriva a circa l'uno per cento del totale, tutto il resto � energia del campo che si manifesta come massa secondo l'equivalenza di Einstein. Hanno per� una caratteristica ulteriore: si attaccano anche fra loro, non solo ai quark. � qui che si separano dai fotoni, i portatori della forza elettromagnetica: un fotone non porta carica elettrica e quindi ignora gli altri fotoni, motivo per cui non esiste nulla di simile a un grumo fatto di sola luce. I gluoni invece trasportano essi stessi la carica della forza forte, il colore, e possono perci� legarsi l'uno all'altro. Da questa propriet� discende la previsione teorica di una particella fatta di gluoni e basta, senza alcun quark, e la teoria ne ammette di pi� tipi.






