Quattro ordini di custodia cautelare in carcere per i presunti complici della rapina a un portavalori avvenuta lo scorso ottobre lungo l’autostrada Adriatica nel territorio di Porto Recanati. I destinatari dei provvedimenti sono pregiudicati pugliesi, accusati di gravi reati aggravati dal metodo mafioso.
Le forze dell’ordine in azione: la fonte della notizia
Come indicato dal portale ufficiale della Polizia di Stato, nella mattinata del 13 agosto 2026 gli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Macerata, della Sezione investigativa di Ancona (S.I.S.C.O), del Servizio centrale Operativo e i militari dell’Arma dei Carabinieri del Reparto Operativo Nucleo Investigativo di Macerata, in collaborazione con la Squadra Mobile di Foggia, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 4 pregiudicati pugliesi. Gli arrestati, di età compresa tra 45 e 58 anni, sono ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di tentata rapina, tentato omicidio e ricettazione, con l’aggravante dell’agevolazione e del metodo mafioso.L’assalto al portavalori: la ricostruzione dei fatti
L’operazione è scaturita dall’assalto avvenuto il 27 ottobre 2025 sul tratto autostradale A14 nel territorio di Porto Recanati, quando un commando armato composto da almeno 10 persone a bordo di 5 autovetture (poi risultate provento di furto) ha preso di mira due furgoni blindati della società di vigilanza “Vedetta 2 Mondialpol”. Uno dei mezzi trasportava denaro contante per circa 2.900.000 euro. I malviventi, tutti travisati con passamontagna, hanno messo in atto un piano paramilitare: hanno sparso chiodi a tre punte sulla carreggiata, bloccato la strada con un autoarticolato e aperto il fuoco con kalashnikov contro i blindati. Dopo aver costretto i mezzi a fermarsi, hanno tentato di far esplodere la cassaforte di uno dei furgoni con un ordigno piazzato sulla fiancata.Gli arresti in flagranza e le indagini successive






