Per quasi due mesi era diventata una presenza misteriosa nella Bassa padovana. Una lucertola lunga circa 80 centimetri, dall'aspetto insolito e soprattutto appartenente a una delle pochissime specie di lucertole velenose conosciute al mondo, si aggirava nei dintorni di Barbona, lungo l'argine dell'Adige. A mettere fine alla sua fuga è stata Stella, una cagnolina che ha iniziato ad abbaiare vicino a un deposito in giardino, attirando l'attenzione del suo proprietario.
L'animale era stato avvistato per la prima volta alla fine di giugno lungo l'argine del fiume. Il 12 agosto, dopo settimane di ricerche e segnalazioni, l'Heloderma horridum è stato finalmente catturato.
Ottanta centimetri di lucertola messicana nella Bassa padovana
Quello trovato a Barbona non è un normale rettile italiano. Si tratta dell'Heloderma horridum, conosciuto come lucertola perlinata messicana o lagarto enchaquirado, una specie originaria del Messico e dell'America centrale. Il suo aspetto può trarre in inganno: il corpo tozzo, la pelle ricoperta da piccole squame e la coda robusta ricordano più un piccolo varano che le lucertole che siamo abituati a vedere nei nostri giardini. E c'è un particolare che rende l'animale decisamente più singolare: l'Heloderma horridum è una delle sole due specie di lucertole universalmente riconosciute come velenose, insieme al più famoso mostro di Gila, Heloderma suspectum. Studi scientifici descrivono infatti la presenza di ghiandole specializzate nella mandibola capaci di produrre veleno.






