Un Teatro Antico di Taormina così gremito non si vedeva da anni. Pubblico accorso da tutta l'isola per accogliere Nino D'Angelo, specie dai quartieri popolari di Catania, dove da sempre è un'icona. Per una sera Taormina, con l'Etna sullo sfondo, ha riavvolto il mangianastri con I miei meravigliosi anni '80... bis, il concerto con il quale il cantautore napoletano per eccellenza ha celebrato i suoi cinquant'anni di carriera.

Un artista che ha attraversato con i suoi successi tre generazioni abbattendo gli steccati del cliché neomelodico a favore di una musica universale. E la prova è stata la hit estiva La Costiera Amalfitana con Fabio Rovazzi: il momento clou quando, a sorpresa, Rovazzi è salito sul palco del Teatro Antico scatenando l'ovazione di tutto il teatro. Poi è arrivata l'altra anima della serata. Per Nino regali, lettere consegnati sin sotto il palco. E lui che più volte si è inginocchiato per dire grazie. Quel grazie che nei suoi spettacoli è sempre stato un comandamento. Il grazie di chi, come lui, non aveva nessuna raccomandazione e ha creduto fino in fondo a un sogno.

Un invito lanciato anche al suo pubblico: quello di non smettere mai di sognare e di credere in ciò che si ama. Con grande commozione Nino ha ricordato l'importanza di amare, non solo un'altra persona ma anche i genitori, con un momento intensissimo dedicato in musica al padre. Perché la famiglia è un caposaldo, ha ricordato Nino D'Angelo, un valore in cui bisogna ancora credere e su cui fondare la propria esistenza.