Pubblicato il: 13/08/2026 – 10:58
Crediti d’imposta per bonus edilizi generati attraverso lavori falsamente attestati o sovrafatturati, per un valore complessivo di circa 2,6 milioni di euro. È quanto emerso da un’indagine della Guardia di finanza di Palermo che ha portato all’esecuzione di un sequestro conservativo per 1,6 milioni di euro nei confronti di un imprenditore della provincia. Il provvedimento, emesso dalla Sezione giurisdizionale della Corte dei conti su richiesta della Procura regionale, nasce dagli accertamenti della Compagnia della Guardia di finanza di Bagheria su un’impresa edile. Secondo quanto ricostruito dalle Fiamme gialle, sarebbero emerse falsità e sovrafatturazioni relative a lavori eseguiti per oltre cento soggetti, tra condomìni e immobili situati in diversi comuni della provincia di Palermo. L’imprenditore, nella veste di general contractor e con l’assistenza di un architetto, avrebbe generato crediti fiscali per circa 2,6 milioni di euro, attestando falsamente il completamento degli interventi prima delle modifiche legislative che hanno ridisegnato le percentuali dei crediti maturabili.
Preventivi gonfiati e opere mai realizzate
Gli approfondimenti avrebbero fatto emergere capitolati e preventivi nei quali erano inserite opere e prestazioni mai effettuate, utilizzate secondo gli investigatori per aumentare artificialmente l’importo del credito d’imposta spettante. La Corte dei conti, condividendo le risultanze della Procura regionale, ha quindi disposto il sequestro conservativo fino alla concorrenza di 1,6 milioni di euro. Il provvedimento ha interessato beni mobili e immobili riconducibili all’imprenditore: automobili, motocicli, sei immobili, quattro terreni e dieci orologi preziosi di noti marchi.






