di
Lorenzo Nicolao
La città piange un sacerdote «innovatore e carismatico». Il lungo impegno in Clarina, poi il cambio di parrocchia subìto (con tanto di maxi petizione per restare) e il tragico epilogo
Con le sue messe e omelie ha riempito per anni la parrocchia di San Carlo Borromeo in Clarina a Trento. Amatissimo dai fedeli, per il suo stile empatico e innovativo, capace di farsi ascoltare dai giovani, quanto dagli ultimi. L’impegno sociale di don Lino Zatelli, 75 anni, si è però interrotto improvvisamente ieri, mercoledì 12 agosto, quando è stato trovato dal sagrestano — con lui anche il dottor Andrea Scardigli, amico di don Lino — senza vita nell’abitazione della canonica. Il sacerdote doveva celebrare la messa delle 8.30, non vedendolo arrivare per i consueti preparativi, si è deciso di andare a controllare in canonica. Don Lino giaceva a terra, privo di vita. Un gesto volontario, il suo. Una scelta che lo ha strappato di forza alla comunità della Clarina che aveva seguito con grande abnegazione per 25 anni. Un distacco che ha fatto non solo il giro del popoloso quartiere ma anche della città e non solo. Perché don Lino era la guida spirituale di quella comunità. Un punto di riferimento. Un prete che sapeva riempire le chiese grazie a omelie e gesti mai banali. Poi, un sabato sera, l’annuncio fatto dallo stesso don Lino: «Cari amici, mi hanno trasferito». Una decisione presa dalla Diocesi all’interno del tradizionale giro di parroci necessario per cercare di tenere botta davanti a una crisi di vocazioni inarrestabile.










