Diletta Leotta ha condiviso le foto della sua escursione sull’Etna di notte e un fiume di critiche l’ha travolta, tra chi la rimproverava per la mancata sicurezza, incurante dell’ordinanza del Comune, e chi per l’abbigliamento poco consono. Ma in realtà la foto non rendeva l’effettiva vicinanza e la conduttrice era tutt’altro che sprovveduta in quanto a guida e indicazioni.

Diletta Leotta ha condiviso le foto della sua escursione sull'Etna di notte e un fiume di critiche l'ha travolta, tra chi la rimproverava per la mancata sicurezza, incurante dell'ordinanza del Comune, e chi per l'abbigliamento poco consono. Ma in realtà la foto non rendeva l'effettiva vicinanza e la conduttrice era tutt'altro che sprovveduta in quanto a guida e indicazioni.

Partiamo dal principio: Diletta Leotta non è andata a fare una scampagnata sull'Etna con gli amici di infanzia. Si è unita al gruppo di Gianmaria Mancini, responsabile della Sicily Trotters, un gruppo di appassionati di moto in Sicilia, uniti dalla passione per i viaggi su due ruote e la condivisione di uscite ed escursioni nell'isola. Sono professionisti, sanno muoversi sul territorio e sembra surreale possano aver violato l'ordinanza del comune di Sant'Alfio, volta a garantire maggiore sicurezza a chi, in periodi di vacanza, avrebbe voluto visitare la zona circostante il Vulcano. La salita in sicurezza e con l'abbigliamento consigliato Da qui altra deduzione: l'abbigliamento non è stato di sicuro improvvisato. Consigliata da esperti che lo fanno da tempo e conoscono gli outfit più idonei per escursioni di questo tipo, non avrà pescato dall'armadio. D'altronde per le visite sull'Etna, sia le guide locali che i gruppi che esplorano l'isola consigliano un abbigliamento tecnico ad alta montagna basato sul sistema a strati (a cipolla), siccome il clima varia rapidamente in base alla quota e al vento, con temperature medie decisamente più basse rispetto alla costa. Di solito c'è un sistema a strati: il primo prevede una T-shirt leggera e traspirante in tessuto tecnico, il secondo una felpa o pile termico per contrastare il calo termico durante la salita e il terzo una giacca antivento o impermeabile, indispensabile contro le raffiche in cima. Fondamentali gli scarponcini da trekking alti alla caviglia (regolarmente indossati), per via del terreno lavico tagliente e instabile.