Il blu dell’acqua spunta in ogni dove, e il verde brilla sotto il cielo di una fresca estate, a volte plumbea, altre baciata da un gradevole sole che non tradisce le latitudini della Pomerania Occidentale. Questa regione a nord-ovest della Polonia è generosa di natura, caratterizzata da boschi fittissimi, campi di segale e grano che spaziano disegnando gli orizzonti, belvedere dorati nella bella stagione, lì dove spuntano fiori di campo e pale eoliche, a conferma di una transizione in atto. Il cambiamento sembra una costante in questo angolo di Paese, dalle campagne alle città come Stettino, capoluogo ad un passo dal confine tedesco, dove gli edifici dal design moderno ben si sposano con le eleganti architetture dai richiami gotici e barocchi e i tratti più nascosti del brutalismo socialista tutt’oggi evidente. Anche i piccoli centri si fanno portavoce di una realtà sempre più orientata al futuro, nonostante il passato sia ancora presente e pittoresco, esempi di civiltà e intraprendenza: tra le case con i tetti specchiati da pannelli solari, quelle più modeste e minimali, circondate da giardini profumati da roseti rigogliosi, prati dall’erba come velluto e staccionate in legno finemente verniciate, oasi vegliate da grossi nidi di cicogna abbarbicati sui pali della luce, come nelle favole. La riviera del Baltico poi è il nuovo place to be della vacanza balneare nordica, con tante località in piena espansione ma senza snaturare il verde che le circonda, un altro bell’esempio di crescita consapevole.