Guido Stazi si è ufficialmente insediato ieri alla presidenza della Consob, dopo il passaggio delle consegne tra la presidente vicaria Chiara Mosca e il presidente entrante nel corso di una riunione della Commissione nazionale per le società e la borsa.
La Commissione torna così a operare nella sua composizione completa di cinque membri: oltre al neo-presidente Stazi, ne fanno parte i commissari Chiara Mosca, Carlo Comporti, Gabriella Alemanno e Federico Cornelli.
Il mandato settennale di Stazi - si può prevedere sulla base dei suoi discorsi e pubblicazioni - avrà quattro punti cardinali: Stato, mercati, concorrenza e innovazione.
Direttrici di un pensiero orientato alla ricerca di un equilibrio tra intervento pubblico e libertà economica, che appartiene a Stazi, il tecnico scelto dal governo Meloni dopo quattro mesi di stallo.
L'impasse nella nomina del successore di Paolo Savona, scaduto l'8 marzo, è stato spezzato puntando sulla continuità istituzionale e sull'esperienza: dall'Antitrust alla Consob, passando per l'Agcom, Stazi ha infatti attraversato i principali snodi della vigilanza italiana, costruendo un profilo che unisce competenze giuridiche, economiche e una particolare attenzione alle sfide poste dall'intelligenza artificiale e dalle Big Tech.







