La festa. 13 agosto 2026 alle 00:27
A Pirri si rinnova anche quest’anno la solenne festività di “Mezzo Agosto”, uno degli appuntamenti della tradizione religiosa del quartiere cagliaritano. Da domani, nella chiesa di San Pietro Apostolo, il simulacro della Koimesis, la Santissima Vergine Dormiente, sarà esposto nella navata centrale per la devozione dei fedeli.
Secondo un’antica consuetudine, la statua resterà esposta per otto giorni, fino alla conclusione dei riti religiosi, accompagnati dal suono delle launeddas, gli strumenti della tradizione musicale sarda. La celebrazione conserva ancora oggi elementi di una tradizione secolare, legata alla liturgia bizantina e arrivata in Sardegna molti secoli fa. Il simulacro della Vergine, realizzato tra il 1767 e il 1770 da Giuseppe Antonio Lonis, uno dei più importanti scultori sardi, viene adagiato su una lettiga completamente ricoperta di ramoscelli di basilico, simbolo di regalità.
Anche gli abiti della statua contribuiscono alla solennità della ricorrenza: la Vergine indossa preziosi abiti di seta ricamati, un diadema e sandali d’argento, realizzati negli stessi anni da argentieri cagliaritani. La festa affonda le proprie radici nella storia della Chiesa e nella tradizione bizantina. L’11 ottobre del 431, durante il Concilio di Efeso, i vescovi stabilirono che Maria dovesse essere riconosciuta come madre di Dio, in quanto madre di Cristo, vero Dio. Da qui il titolo greco di Theotokos, letteralmente “Madre di Dio”. Pochi decenni più tardi, tra il 582 e il 602, l’imperatore bizantino Flavio Maurizio Tiberio estese a tutto l’Impero la celebrazione dell’Assunzione di Maria al cielo, fissandola al 15 agosto. La ricorrenza raggiunse anche la Sardegna, allora parte della prefettura d’Africa, e quella data è rimasta nel calendario religioso fino ai giorni nostri.







