Le energie rinnovabili in Italia continuano a crescere, ma il passo resta troppo lento per centrare gli obiettivi fissati per il 2030. È quanto emerge da un dossier del Servizio Studi della Camera, che ha analizzato i dati di monitoraggio del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (Pniec) elaborati dal Gse.Nel 2025 la quota di energia rinnovabile sui consumi complessivi è risalita al 20,5%, dopo tre anni fermi tra il 18,9 e il 19,5%. Un segnale di ripresa, ma insufficiente: la traiettoria del Pniec per lo scorso anno indicava infatti il 25,3%, con uno scarto di circa cinque punti percentuali. Il divario si allarga ulteriormente se si guarda al traguardo finale del 2030, fissato al 39,4%. Il rapporto di Montecitorio non usa mezzi termini nel descrivere la sfida che attende il Paese: servirebbero quasi venti punti percentuali di crescita in cinque anni, a fronte dei due soli guadagnati nell'ultimo quinquennio. Il quadro cambia molto a seconda del settore osservato. L'elettricità è quella più vicina al traguardo, avendo percorso circa due terzi della strada verso l'obiettivo 2030. Il riscaldamento arranca poco oltre il 20%, lontano dal 36% circa richiesto entro la fine del decennio. Ma è il comparto dei trasporti a mostrare il ritardo più marcato: la quota rinnovabile non raggiunge un terzo dell'obiettivo, fermandosi al 9,8% contro il 34,2% previsto per il 2030. I numeri sulla mobilità, elaborati incrociando i dati di Aci, Unrae e Pun, fotografano una transizione ancora agli inizi. Nel 2025 le vetture elettriche circolanti in Italia erano 362.224, appena lo 0,9% di un parco totale di 41,8 milioni di auto immatricolate al 31 dicembre dello stesso anno. L'obiettivo 2030 ne prevede invece oltre quattro milioni, un salto che richiederebbe una crescita di oltre dieci volte in cinque anni. Qualche segnale più incoraggiante arriva dalle nuove immatricolazioni: nel 2025 le elettriche pure hanno pesato per il 6,2% e le ibride plug-in per il 6,5%. Meglio va per il biometano utilizzato come carburante, che dal 2019 al 2025 ha registrato una crescita di otto volte, raggiungendo quota 342 ktep (l'equivalente di 342.000 tonnellate di petrolio). Il traguardo resta comunque distante: gli obiettivi al 2030 fissano l'asticella a 877 ktep nei trasporti, a cui si sommano 3.186 ktep di usi termici, oggi quasi del tutto assenti. Capitolo a parte per l'idrogeno rinnovabile, i cui primi consumi sono stati registrati proprio nel 2025, dopo anni a quota zero: la traiettoria indicata dal Pniec punta a 707 ktep entro la fine del decennio.