Meno tasse, più potere d'acquisto e occupazione. Le priorità sono tracciate. Ed è da qui che il governo intende ripartire a settembre, gettando le basi per quella che sarà la quinta ed ultima manovra di questa legislatura. Una legge di bilancio su cui si consumeranno gli appetiti dei partiti, stimolati più che mai dal clima pre-elettorale. Ma che avrà anche un respiro finanziario più ampio delle precedenti, grazie allo scostamento legato alla flessibilità concessa dall'Ue per le spese in difesa ed energia.
L'Italia si prepara infatti a chiedere a Bruxelles l'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale per complessivi 35 miliardi nel triennio (l'1,5% del Pil). Denaro che, dopo l'ok dell'Europa atteso per ottobre, verrà svincolato con uno scostamento di bilancio da approvare con voto a maggioranza assoluta del Parlamento. La metà di questo 'tesoretto', circa 14 miliardi (lo 0,6%, ma potrebbero anche essere meno senza l'uscita dalla procedura per deficit eccessivo), confluirebbe subito all'interno delle risorse per la legge di bilancio 2027. Soldi che tuttavia sono già prenotati per le spese in difesa ed energia. Su quest'ultimo capitolo, in attesa che venga formalizzato (forse già lunedì) l'elenco definitivo delle spese ammissibili, quel che è certo è che verranno ammesse solo misure mirate a migliorare strutturalmente la sicurezza del sistema, mentre saranno esclusi interventi provvisori come i tagli alle accise o sussidi ai privati.






