L'imbarcazione "Angiola II" è naufragata tra Capo Ferro e l'isola dei Cappuccini a causa di un'avaria al motore e un principio d'incendio. Nessun ferito e nessun danno ambientale riscontrato finora
Uno yacht di lusso di 30 metri dal valore di oltre 8 milioni di euro, l’Angiola II (noto anche come Angiola), è affondato nella serata di martedì 11 agosto al largo della Costa Smeralda, nelle acque tra l’isola dei Cappuccini e Capo Ferro. A condannare l’imbarcazione è stata un’avaria al motore seguita da un principio d’incendio: un guasto fatale arrivato ad appena quattro giorni di distanza dalla consegna al nuovo proprietario, un imprenditore italiano. Come scrive Superyacht Times, le 14 persone a bordo, tra ospiti ed equipaggio, sono state tempestivamente tratte in salvo senza riportare ferite, mentre ora l’attenzione delle autorità è tutta rivolta al relitto adagiato sul fondale, per scongiurare disastri ambientali in attesa delle complesse operazioni di recupero.
August 12, 2026
Il gusto al motore e le fiamme
L’emergenza è scattata quando un guasto improvviso nel vano motori ha innescato le fiamme. Dopo essere riusciti a estinguere il principio d’incendio, le persone a bordo hanno dovuto abbandonare lo yacht, che aveva iniziato a imbarcare acqua. I passeggeri hanno trovato immediata accoglienza a bordo di alcuni natanti privati che incrociavano nelle vicinanze, per poi essere trasferiti in sicurezza a Poltu Quatu. Il proprietario ha invece atteso sul posto l’arrivo della Guardia Costiera e degli uomini della Capitaneria di Porto di La Maddalena, che hanno preso in carico il coordinamento delle operazioni.










