VENEZIA - A quasi un mese dal suo ritrovamento nella zona degli Alberoni, al lido di Venezia, Macondina è tornata nel suo habitat naturale: il mare. Il rilascio della giovane tartaruga è avvenuto oggi, mercoledì 12 agosto, dopo un periodo di cure, in cui è stata liberata dai balani che la ricoprivano e nutrita per ridarle la forza necessaria per esplorare nuovamente il mare.
Le cure L'intervento di soccorso della giovane Macondinaha visto coinvolti biologi specialisti del Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia, che gestisce il centro di primo soccorso al Lido di Venezia, insieme al Comune di Venezia. Ad occuparsi del recupero dell'animale è stato il Centro di primo soccorso NetCet per tartarughe marine, ospitato negli spazi del Centro di Soggiorno Francesco Morosini del Lido. La struttura è stata realizzata nell'ambito del progetto europeo “NetCet: rete per la tutela dei cetacei e delle tartarughe marine nell’Adriatico”, di cui il Comune di Venezia è stato coordinatore con il supporto tecnico del Museo di Storia Naturale, finanziato dal programma di cooperazione Transfrontaliera Ipa Adriatico.La liberazione della piccola Macondina è avvenuta sotto il coordinamento della Guardia Costiera, che ha messo a disposizione un’imbarcazione e supervisionato le operazioni in qualità di autorità competente per la tutela delle specie marine protette, come la Caretta caretta. Quello di oggi è stato il nono “ritorno a casa” di una tartaruga soccorsa e curata nel centro, nei suoi anni di attività. «Il ritorno in mare di questa Caretta caretta è il risultato concreto di un impegno che il Comune di Venezia porta avanti con convinzione nella tutela dell'ambiente marino - ha dichiarato il sindaco di Venezia, Simone Venturini -. Come coordinatori dell'allora progetto europeo NetCet, con il supporto degli specialisti Museo di Storia Naturale di Venezia, continuiamo l'impegno a mantenere viva una rete di collaborazione che mette insieme istituzioni, enti di ricerca e operatori specializzati per la salvaguardia delle tartarughe marine e dei cetacei dell'Adriatico. L'attività svolta dal Centro di Primo Soccorso per le tartarughe marine, all'Istituto Francesco Morosini, rappresenta un tassello fondamentale di questo sistema: ogni animale recuperato, curato e restituito al mare testimonia il valore di un progetto che unisce competenze, cooperazione internazionale e attenzione alla biodiversità. Come Amministrazione comunale continueremo a sostenere iniziative che rafforzino la tutela del nostro mare, patrimonio naturale di straordinario valore che abbiamo il dovere di proteggere e tramandare alle future generazioni».Vademecum: come comportarsi quando si trova un esemplare La liberazione di Macondina è un’occasione per ricordare alle persone le norme di comportamento da adottare in caso di avvistamento di un esemplare in difficoltà. La Caretta caretta è una specie protetta, tutelata da leggi nazionali e internazionali.In barca:Se è attiva → non disturbarla, mantieni almeno 10 m di distanzaSe sembra in difficoltà → prendi coordinate e foto (senza interferire)In spiaggia:Probabile bisogno di aiuto → non lasciarla solaOsserva senza toccareScatta foto con riferimento di dimensione (es. bottiglia)Contatta subito il 1530 (Guardia Costiera) Segui solo le loro istruzioni, Numeri locali utili (Alto Adriatico): CERT, WWF AlberoniCosa non fare:Non toccare la tartarugaNon rimuovere oggetti dal corpoNon rimetterla in mareNon spostarla senza indicazioniIn attesa dei soccorsi:Tenerla all’ombraCoprirla con panno bagnato (senza coprire le narici)Ritrovamento di carcasse:Segnalare sempre al 1530 (Guardia Costiera)I dati raccolti sono fondamentali per ricerca e tutelaPossibile segnalazione anche a musei, Comune, università, WWF







