Allo scenario dei vari tentativi che si stanno facendo per legiferare in materia di convivenza responsabile con i cani in Italia, si aggiunge la proposta di legge presentata in Regione Marche dal capogruppo Udc Luca Marconi che, se votata dal Consiglio regionale, aspira a diventare legge nazionale con la presentazione alle Camere.

Sulla scia sostanzialmente di quello che ad ora ha fatto la Regione Lombardia (e anche il Friuli Venezia Giulia), la cui proposta è ora un Disegno di Legge (1572) fermo in decima Commissione al Senato e molto osteggiato da esperti dell'etologia canina nonché da allevatori etici, veterinari, associazioni e altre figure di rilievo del settore, anche nelle Marche si è sentita l'esigenza di trovare una formula perché vi sia una maggiore considerazione delle responsabilità legate al vivere con il "miglior amico dell'uomo". Ma leggendo il contenuto della proposta emerge un quadro piuttosto confuso rispetto ad alcuni passaggi, da cui risulta piuttosto evidente che ci sono delle lacune che dovrebbero essere necessariamente colmate, sia per dei veri e propri controsensi quanto per la mancanza, appunto, di chiarezza rispetto a ciò che è stato scritto. Patentino per i cani, cosa c'è scritto nel testo della proposta Il testo marchigiano, bisogna dirlo subito, affronta il tema della relazione con il "miglior amico dell'uomo" senza introdurre la solita lista di "cani potenzialmente pericolosi" ed è la prima proposta che non si poggia sullo stigma, più volte sconfessato dalla scienza, rivolto a determinate tipologie di razze come i Terrier di tipo Bull e i molossi, prospettando che tutti coloro che vivono con un cane abbiano l'obbligo di conseguire un patentino. Ma il contenuto del dettato normativo, a parte appunto l'assenza d black list, non restituisce molta chiarezza su diversi aspetti fondamentali.