Con il passare dei giorni dopo che un terremoto di magnitudo 7.4 ha devastato ampie parti del Paese, dalla Colombia arrivano sporadiche buone notizie, come quella di una donna estratta viva dalle macerie dopo 30 ore dal sisma, ma soprattutto arrivano brutte nuove informazioni. Prima tra tutte, il fatto che il bilancio delle vittime accertate ha già superato quota 250, ma si tratta di un elenco tutt’altro che completo perché gli edifici crollati sotto i quali vanno ancora cercati eventuali sopravvissuti sono ancora molti.

Mentre si moltiplicano gli appelli internazionali a sostenere la popolazione colpita, mentre anche il Papa invia un primo aiuto economico alle zone devastate dal sisma, la Commissione europea sta rispondendo alle esigenze immediate delle comunità colpite in Colombia, stanziando 2,1 milioni di euro in aiuti salvavita.

I finanziamenti decisi da Bruxelles forniranno un sostegno essenziale alle persone più vulnerabili. I partner umanitari dell’UE sul terreno forniranno assistenza sanitaria e forniture per l’approvvigionamento idrico, i servizi igienico-sanitari e l’igiene, nonché alloggi, cibo, protezione e aiuti in denaro.

Il sostegno dell’Ue è già sul terreno. Il partner umanitario dell’Ue, la Croce Rossa tedesca, ha già riallocato 100.000 euro provenienti da un progetto finanziato dall’Ue per rispondere alle esigenze immediate di 2 500 famiglie colpite nei dipartimenti di Chocó e Valle del Cauca.