Dovrà scontare la pena residua di quattro anni e sette mesi di reclusione il pregiudicato mafioso di Custonaci condannato a oltre trent’anni per associazione a delinquere di stampo mafioso e altri reati, tra cui sequestro di persona.

Nei giorni scorsi, i poliziotti delle Squadre Mobili di Trapani e di Catanzaro hanno eseguito il provvedimento di revoca della libertà anticipata, emesso dal Tribunale della Sorveglianza di Milano, che ha annullato il beneficio precedentemente concesso, per la perdurante appartenenza di Costa a Cosa nostra trapanese.

Il giudice della Sorveglianza, in particolare, ha osservato che, sia durante il periodo di detenzione sia successivamente alla sua scarcerazione per concessione del citato beneficio, consistito in uno sconto di pena pari a complessivi 1800 giorni, Costa avrebbe goduto del sostegno economico dell’associazione mafiosa, per il tramite del pregiudicato mafioso Pietro Virga, anche per far fronte al pagamento delle spese processuali.

Tale documentata circostanza ha determinato l’annullamento del beneficio, inizialmente concesso per la buona condotta carceraria e per la partecipazione di Costa alle attività trattamentali.

La storia giudiziaria di Giuseppe Costa, ritenuto organico alla famiglia mafiosa di Custonaci, ha inizio nella seconda metà degli anni ’90, quando, nell’ambito del procedimento Bagarella Leoluca + 66, fu condannato in primo grado alla pena di 30 anni di reclusione, ridotta in appello a 25 anni, per associazione a delinquere di stampo mafioso e sequestro di persona.