Una vulnerabilità scoperta in Zoom mostra come l’Intelligenza Artificiale possa accelerare la ricerca di falle fino a trasformarla in un supporto operativo per costruire un attacco concreto.

A Security ha individuato nel giugno 2026 un problema nel protocollo che gestisce le annotazioni durante la condivisione dello schermo. Secondo i ricercatori, sono bastati meno di 20 prompt rivolti a un modello AI pubblico per arrivare alla scoperta e a una dimostrazione funzionante.

La falla poteva consentire l’esecuzione di codice da remoto senza download, clic o autorizzazioni esplicite della vittima. Era sufficiente partecipare a una riunione Zoom con condivisione dello schermo. Il problema interessava Windows, macOS, Linux, iOS e Android ed è stato corretto sui server e sui client.

La falla sfruttava le annotazioni dello schermo

Il componente interessato era il protocollo proprietario usato per aggiungere segni, testi ed elementi grafici sopra lo schermo condiviso. I client Zoom devono ricevere e ricostruire in tempo reale i dati inviati dagli altri partecipanti. Un errore nella gestione di questi messaggi poteva provocare una corruzione della memoria e permettere a un partecipante malevolo di eseguire codice sul dispositivo di un altro utente.