Il senatore e leader di Italia Viva ha parlato con il Corriere della Sera del futuro del campo largo, dalla sfida Conte- Schlein alla crepa che Futuro Nazionale avrebbe creato nella maggioranzaIl senatore e leader di Italia Viva ha parlato con il Corriere della Sera del futuro del campo largo, dalla sfida Conte- Schlein alla crepa che Futuro Nazionale avrebbe creato nella maggioranzaForse non l'asso nella manica, ma l'ago della bilancia quello sì. Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha parlato al Corriere della Sera del futuro del campo largo, degli avversari (o alleati?) politici Giuseppe Conte ed Elly Schlein, del "nome forte" della sindaca di Genova Silvia Salis e della crepa che Futuro Nazionale di Roberto Vannacci avrebbe creato nella maggioranza."Il nome del nostro candidato alle primarie è l’ultimo dei miei pensieri e problemi". Ha esordito così il senatore, intervistato da Claudio Bozza, sviando la domanda se possa essere lui stesso "l'asso nella manica" alle primarie del Campo largo. Di una cosa, Renzi è convinto però: il campo largo senza Italia viva non ha speranza di vincere. "Senza di noi perdono. Noi riformisti non facciamo parte del Campo largo, che è formato da Pd, M5S e Avs. La matematica dice che senza di noi non ce la fanno: quando sono andati da soli, come in Liguria, hanno perso. Quando hanno rimosso i veti abbiamo vinto insieme, come a Genova. Se vogliamo vincere serve l’unità". La ricetta per allontanare la premier Meloni da Palazzo Chigi - e dal Quirinale - sarebbe quindi la coesione. "Altrimenti la Meloni fa il bis e si prende altri cinque anni di Palazzo Chigi e soprattutto sette anni di Quirinale. E il popolo del centrosinistra non perdonerà chi avrà messo veti e fatto perdere la coalizione".Lo scontro Conte-SchleinSecondo l'ex premier dem le frizioni all'interno dell'opposizione - in particolare quella tra il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e la segretaria del Pd Elly Schlein - sarebbero "puro posizionamento". "Conte non può che stare in coalizione - ha spiegato Renzi -. Anche perché se dovesse rompere l’alleanza si spacca il Movimento e saltano i suoi presidenti di Regione in Sardegna e Campania. La scelta di Schlein di lasciare ai Cinque stelle qualche governatore non è stata generosità, ma un investimento intelligente sul futuro". Tale alleanza sarebbe talmente di strategia - più che di intenti - che secondo Renzi non sarebbe nemmeno necessario risolvere il nodo della politica estera su cui i due sembrano non trovare un punto di incontro. "Sull’Ucraina la linea non cambia: aiutiamo logisticamente Kiev e aiutiamo l’Europa a scegliere l’inviato speciale per la diplomazia che propongo da quattro anni. Va bene spendere in difesa, ma il punto è cosa compri, non quanto investi. Se però devo regalare miliardi a Trump per interessi geopolitici allora non funziona. A noi interessa investire in ricerca, in spesa militare che produca effetti sul civile come è stato con Internet, il laser, il satellite - ha detto -. Vogliamo usare i fondi per la difesa per riportare i cervelli a lavorare in Italia e in Europa sullo spazio o nei laboratori di ricerca. Su questo siamo tutti d’accordo. Il nodo è un altro". Per trovare i veri punti di distinzione, secondo il senatore, non bisognerà tanto guardare a Est, ma piuttosto a ovest, verso gli Usa: "Il vero punto di distinzione sarà Donald Trump. Gli amici di Trump, dei Maga, dei dazi stanno a destra con Meloni. Gli avversari di Trump, e dunque gli amici di Obama e dei dem statunitensi, sono il centrosinistra. Sarà il giudizio su Trump, prima che quello su Putin, a fare la differenza".Una domanda - quella su Conte e Schlein - con cui ha poi colto l'occasione per ribadire ancora una volta: "Il Campo largo non salta, ma le tre liste di Pd, Avs e Cinque stelle, insieme, fanno il 38%. Non basta per vincere. Serviamo noi, anche noi: le firme e le risorse di Italia viva sono pronte per un progetto riformista capace di prendere voti anche dall’altra parte".Incalzato da Bozza sul "nome forte" che per il momento mancherebbe ai centristi-riformisti Renzi ha parlato della sindaca di Genova Silvia Salis. "È il nome più forte per guidare questa scommessa, perché somma al nostro voto organizzato una sua forza personale rilevante. Ma la sindaca Salis deve essere aiutata, non strattonata: lasciamola lavorare. Quando sarà il momento di fare le liste vedremo la migliore formazione possibile. Per vincere".La sfida con VannacciIl guanto della sfida (sportiva) lo aveva lanciato prima Renzi, quando durante la Partita del Cuore a L'Aquila aveva proposto al leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, di correre una maratona. Il generale aveva raccolto la provocazione invitando il senatore ad affrontare "tre miglia nautiche a nuoto". Da lì, la provocazione sportiva aveva iniziato a rasentare lo scontro politico. "Vedo i video di Vannacci, quelli con l’intelligenza artificiale e quelli senza intelligenza artificiale, e penso che tutti siano comunque senza intelligenza naturale - ha provocatoriamente affermato Renzi nell'intervista a Claudio Bozza -. Sembrano clip di Scuola di polizia più che dei video politici. Comunque non ho problemi a nuotare due ore al giorno o correre una maratona. Ma non è questo il punto. La vera questione è discutere di stipendi, di sicurezza senza slogan, di sanità, di come bloccare la fuga dei cervelli, di come affrontare la questione energetica. Su questi temi Vannacci teme il confronto e si mette a nuotare".Insomma la sfida politica con il generale pare si manterrà lontana da mari, piscine, boschi e pista di atletica e riguarderebbe in primis l'equilibrio della maggioranza. "Se Meloni prende Vannacci, entrambi perdono la faccia - ha aggiunto -. Se Meloni lascia Vannacci, entrambi perdono le elezioni. Per noi del centrosinistra la loro divisione è un assist. Ma serve un’idea di Paese e noi proveremo a darla fin dalla Leopolda alla ripresa: non si vince con l’ideologia ma con un progetto credibile per l’Italia".Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp