L'industria calcistica europea vale oggi oltre 38 miliardi. È quanto emerge dallo studio «The Three Forces Reshaping the Beautiful Game» di Boston Consulting Group, che analizza le dinamiche destinate a definire il futuro del pallone e dell'enorme business che ormai si posrta dietro.L'economia del calcio vede una progressiva concentrazione dei ricavi in poche squadre del continente, tanto che le 20 squadre europee con il fatturato più alto generano insieme più della metà dei ricavi complessivi delle cinque maggiori leghe del continente, per un totale di oltre 11 miliardi di euro.
Tale livello di concentrazione è dovuto in particolare alla crescita dei diritti televisivi internazionali: quelli della Premier League sono passati da 500 milioni di sterline del 2010 a oltre 2,2 miliardi, superando sia i ricavi da diritti domestici della lega sia quelli internazionali di tutte le altre competizioni europee.Questo aumento alimenta poi un circolo vizioso che consente ai club più forti di investire su giocatori di maggior richiamo, che a loro volta rafforzano l'attrattiva internazionale della lega.
Nello stesso periodo la Champions League ha aumentato la propria quota di diritti internazionali rispetto ai cinque grandi campionati domestici, passando dal 15% del 2016-17 al 20% del 2025-26.






