Delle infinite cose che si possono dire di Gino, una certamente è che aveva coraggio.

Si avventurava in imprese che chiunque con un po’ di buon senso avrebbe evitato: lanciare un’organizzazione neonata contro un colosso dell’industria italiana per mettere al bando le mine antiuomo; attraversare a cavallo un passo afgano a quattromila metri, da cardiopatico, pur di riaprire un ospedale sotto le b…