Ignazio La Russa, dicendo sabato che la storia di Marcinelle la conosceva «a differenza di tanti italiani che l’hanno conosciuta solo, e parzialmente, nel 2001 grazie a Mirko Tremaglia, il ministro degli italiani del mondo, che indicò la data dell’8 agosto come data che ricorda tutte le vittime italiane sul lavoro nel mondo» perché «la mia comunità l’ha sempre celebrata» ha avuto un vuoto di memoria. Col replay quando ha detto: «C’è chi a quella cerimonia per troppi anni aveva voltato le spalle e qualcuno lo continua ancora a fare». Mah...Fermo restando che avevano torto marcio i sindacalisti belgi che l’hanno insultato voltandogli le spalle mentre leggeva il messaggio di Sergio Mattarella, il presidente del Senato scorda che il 19 febbraio 1986, 15 anni prima di Tremaglia, era andato a Marcinelle a deporre «una corona al monumento alla memoria dei Caduti italiani sul lavoro nelle miniere di carbone» Francesco Cossiga. Il quale mesi prima era stato eletto al Colle anche dalle sinistre contro il gradimento di Giorgio Almirante che gli rinfacciava «i troppi accenni alla Resistenza». Di più: nel ’98 un altro capo dello Stato inviso al Msi, Oscar Luigi Scalfaro, era tornato in Belgio e aveva consegnato a 27 minatori di Marcinelle le insegne di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica. Testimonianze di memoria e di affetto poi confermate da altri due: Carlo Azeglio Ciampi e Sergio Mattarella.
Marcinelle, la strage e le parole dei politici
Il presidente del Senato ha citato Mirko Tremaglia ma scordato gli interventi di altri presidenti della Repubblica ed esponenti politici










