Prima di essere arrestato per l’attentato a Sigfrido Ranucci, Valter Lavitola ha rilasciato un’intervista in cui ha commentato la bomba sotto casa a Pomezia, escludendo piste politiche e servizi segreti, ipotizzando come movente la volontà di “togliersi Sigfrido di torno”. L’imprenditore si professa innocente, sostenendo che un suo eventuale coinvolgimento sarebbe stato impossibile senza l’avallo dello stesso Ranucci.

Valter Lavitola, l'ultima telefonata prima dell'arresto

Le parole sull'attentato a Sigfrido Ranucci

La sua versione sulla bomba

La risposta sul "futuro in politica"