Deve restare in carcere lo spagnolo di 30 anni, comandante di uno yacht, accusato di aver violentato una ragazza che lavorava come marinaia sulla sua barca e di aver provato a fare lo stesso con la collega. Lo ha deciso la gip Elisa Campagna sottolineando la coerenza e convergenza del racconto delle due ragazze ed evidenziando il pericolo di fuga visto che lo skipper, spagnolo, quando è stato fermato dalla polizia di frontiera stava cercando di comprare un biglietto aereo per Barcellona.

I fatti risalgono alla notte tra il 7 e l’8 agosto a bordo dell'imbarcazione Alme Sol, lussuosa barca a vela di 31 metri ormeggiata alla Marina di Loano, che viene noleggiata per charter tra l’Italia e la Francia. Le due giovani erano uscite con il capitano per una serata per i locali della cittadina rivierasca, come spesso avviene tra i membri dello stesso equipaggio dopo la fine di una crociera.

In quella serata, secondo il loro racconto, sarebbe avvenuta la violenza. Secondo quanto ricostruito l’uomo non è riuscito a fuggire dal Paese perché aveva la carta di identità spagnola scaduta e non aveva più il passaporto, grazie alla prontezza della ragazza di cui ha abusato che glielo aveva sottratto prima di lasciare lo yacht. Su quel documento ha poi scritto sopra "rapist" (stupratore), prima di consegnarlo alla polizia di frontiera.