Da genitore dice di essere preoccupata per l'impatto dei social e dell'intelligenza artificiale sui più giovani. La sua reazione alle domande della figlia sui suoi impegni e cosa risponde a chi la critica perché porta con sé la bambina agli impegni istituzionali in giro per il mondo

Giorgia Meloni si racconta al settimanale Chi in un’intervista in edicola da mercoledì 12 agosto, tra ammissioni private e qualche proposito per il rientro dalle ferie in questo ultimo scampolo di legislatura che ha davanti. La prima ammissione è sulla fatica accumulata in questi mesi, la premier lo dice chiaro e tondo: «La stanchezza c’è e la sento».

È nel rapporto con la piccola Ginevra che emerge il lato più personale della premier, sempre alla ricerca di «tempo lento e normalità» fuori dai riflettori. A Chi confida quanto le pesi affrontare le domande della figlia sul tempo sottratto dal lavoro: «Quando mi chiede perché il lavoro viene prima di lei, mi fa venire il cuore come una nocciolina». Nello stesso passaggio la presidente del Consiglio si sofferma sull’ansia, da madre, legata all’esposizione dei più giovani a intelligenza artificiale e social network.

Perché Meloni porta la figlia agli appuntamenti istituzionali