L’Unione europea, le Nazioni Unite e tanti Paesi singoli hanno messo a disposizione personale di ricerca e soccorso, assistenza sanitaria e materiale tecnologico per i lavori di salvataggio e sostegno umanitario, nonché risorse economiche

La terra è tornata a tremare in America latina. Dopo il doppio terremoto che ha messo in ginocchio il Venezuela lo scorso 24 giugno, questa volta è toccato alla Colombia. Un forte sisma di 7,4 gradi nella scala di Richter si è registrato in molte delle principali città del Paese sudamericano. Si tratta del movimento tellurico più significativo in mezzo secolo.

Molte vittime si trovano ancora sotto le macerie e la recente esperienza venezuelana dimostra che non è ancora tardi per cercare di portare in salvo le persone ancora vive. Per questo, tutto il mondo si sta mobilitando, ancora una volta, per inviare il più velocemente squadre di ricerca e salvataggio, così come personale sanitario, assistenza umanitaria e tutto il materiale tecnologico necessario per sostenere i lavori di soccorso.

Uno dei primi aiuti internazionali è arrivato dall’Ecuador. Il presidente Daniel Noboa ha messo a disposizione dei colombiani 47 specialisti e cani addestrati per lavorare durante sette giorni a tempo pieno. Questi specialisti sono preparati a intervenire in caso di crolli e sono preparati per aiutare persone incastrate sotto le macerie.