Nel Turkana, la regione più settentrionale del Kenya, l'accesso alle cure sanitarie di base è ancora oggi determinato dalla distanza. L'ospedale più vicino può trovarsi a una giornata di percorrenza; la rete elettrica è assente su gran parte del territorio. Le conseguenze sono documentate: gravidanze seguite senza ecografia, diagnosi di tubercolosi ritardate o mancate, catene del freddo interrotte che rendono inutili i vaccini. In queste aree, ammalarsi è una condanna geografica. A provarci è il Solar Team dell'Eindhoven University of Technology, il gruppo studentesco del Politecnico olandese che ha progettato Stella Juva: un fuoristrada elettrico alimentato a energia solare, concepito non per portare i malati verso gli ospedali, ma per portare l'ospedale fino a loro. Il team del Politecnico olandese che dal 1990 progetta veicoli solari ad alte prestazioni in passato ha vinto più edizioni del World Solar Challenge australiano. Con questo progetto il team ha spostato l'obiettivo dalla competizione all'applicazione: non più dimostrare che un'auto solare può essere veloce, ma che può essere utile.
Concepito per portare l’ospedale dai pazienti
Presentata il 21 luglio 2026 all'Eindhoven University of Technology, Stella Juva è il risultato di undici mesi di lavoro del Solar Team del Politecnico olandese.Ventitré studenti: ingegneri, designer, fisici che si sono posti una domanda precisa: a cosa serve l'innovazione sanitaria se non riesce ad arrivare dove le persone vivono? La risposta è un fuoristrada elettrico e solare che non trasporta malati verso le strutture, ma porta le strutture verso i malati. A bordo: ecografo per le gravidanze a rischio, defibrillatore, kit per i prelievi, radiografia portatile. Tutto il necessario per fare screening di tubercolosi e malaria, vaccinazioni, diagnostica di base. Prestazioni che nelle aree remote spesso non esistono, non per mancanza di medici, ma perché raggiungerle è impossibile.








