La Colombia sta ancora contando i suoi morti. Il paese si è svegliato l’11 agosto in stato di emergenza, dopo che un terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito la parte occidentale del paese. La scossa è durata per quattro minuti ed è stata avvertita anche a Panamá e in Ecuador. Le scosse di assestamento del sisma finora hanno causato più di 130 morti e oltre cinquecento feriti, con decine di edifici crollati. Ma questi numeri sono considerati provvisori e sono destinati ad aumentare.
Molte vittime si concentrano nella città di Pereira, una regione dove si produce caffè. Anche Cali, il capoluogo del dipartimento di Valle del Cauca e la terza città più popolosa del paese, è stata gravemente colpita. Sono ancora in corso le operazioni di soccorso tra le macerie.
L’epicentro è stato registrato nella cittadina di San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó. Le città più colpite sono Quibdó, Manizales e Armenia. Gli aeroporti sono stati chiusi e i servizi sono stati interrotti. A Cali, che si stava preparando a festeggiare il famoso festival di musica del Pacifico Petronio Álvarez, i soccorritori continuano a scavare tra le macerie alla ricerca dei sopravvissuti. Nel frattempo nella regione la scossa ha rievocato il trauma di un altro terremoto, quello che lo devastò nel gennaio del 1999 e causò più di mille vittime.










