Piero Marrazzo, 68 anni, è tornato a raccontarsi. Diciassette anni fa, lo scandalo che travolse la sua carriera politica. All’epoca presidente della Regione Lazio, dopo una lunga carriera in Rai – dove ha creato “Mi manda Rai 3” – è finito al centro di un caso giudiziario e mediatico. Fu ricattato da alcuni carabinieri, che lo avevano sorpreso in un appartamento alla periferia di Roma insieme a una donna transessuale. Ora non è più in politica, ma il “giornalismo è il mio mestiere e mi sento uomo libero, più di prima”, ha raccontato in un’intervista a Il Giornale.
Nessun complotto politico per eliminarlo, ha spiegato, ma “il mio ritiro ha fatto comodo a molti. Ho governato e toccato interessi in tutti i settori. Tutti sapevano che non ero corrotto“. Nell’ambito dello scandalo che lo ha riguardato, Marrazzo si è definito ingenuo “e l’ingenuità in politica è un reato”.
Perché ingenuo? “È la prima domanda che mi ha fatto il mio psicanalista”. Lui ha risposto con un’altra domanda: “Cosa mi ha spinto a stare in una casa di via Gradoli con una donna transessuale? Il desiderio di quella donna transessuale“. La transessualità, per lui, “esprime per certi versi iperfemminilità. Nella testa di un eterosessuale maschio fa crescere elementi immaginari nel corpo di una donna”.






