Da 72 a 11. È la drastica riduzione decisa dal presidente americano Donald Trump con l'ordine esecutivo firmato il 10 agosto, che taglia di quasi sette volte il numero di immunizzazioni raccomandate ai bambini negli Stati Uniti. Il provvedimento limita il calendario vaccinale pediatrico a 11 immunizzazioni che Trump ha definito "gold standard" contro le malattie considerate più gravi, e punta inoltre a suddividere il vaccino trivalente contro morbillo, parotite e rosolia (MMR) in tre somministrazioni separate, da effettuare in visite distinte. Secondo Reuters, l'ordine porterebbe avanti un obiettivo di lunga data del segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr, storico attivista anti-vaccinista, e si baserebbe sul presunto legame tra vaccinazioni e autismo più volte respinto dalla comunità scientifica. Durante la cerimonia alla Casa Bianca, Trump ha infatti citato il crescente numero di diagnosi di autismo negli Stati Uniti, sostenendo - senza alcun fondamento scientifico - che le comunità meno esposte alle vaccinazioni registrerebbero meno casi della sindrome.Il confronto tra le due cifre - 11 e 72 -, però, va preso con cautela: il "72" è il numero che la stessa amministrazione usa per descrivere il calendario precedente, e conta separatamente ogni iniezione prevista nell'infanzia, incluse le dosi multiple dei vaccini combinati (come appunto il trivalente MMR) e le somministrazioni annuali contro influenza e Covid-19. Gli 11 vaccini indicati da Trump, invece, sono categorie di immunizzazione contro altrettante malattie: secondo gli esperti citati da Reuters, paragonare le due cifre così come sono renderebbe il taglio più netto di quanto sia in realtà. Inoltre, l'espressione "gold standard" scelta dal presidente, va precisato, non corrisponde a una classificazione medica o regolatoria riconosciuta: è la formula scelta dalla Casa Bianca per presentare la riduzione del calendario come un rafforzamento della tutela dei bambini, sostenendo che porterebbe gli Stati Uniti in linea con altri Paesi che raccomandano meno vaccinazioni.La comunità medica ha respinto in blocco il provvedimento. Secondo Reuters, non ci sono nuove evidenze scientifiche che giustifichino un cambio di rotta, e il calendario vaccinale statunitense rifletterebbe decenni di dati e le esigenze sanitarie specifiche del Paese, rendendo il confronto con altre nazioni non pertinente. Un numero inferiore di vaccinazioni raccomandate, secondo i medici, lascerebbe più bambini esposti a malattie prevenibili. Anche la casa farmaceutica Merck ha fatto notare che non esistono prove pubblicate a sostegno della scissione del vaccino MMR, mentre l'associazione dei produttori farmaceutici PhRMA ha ribadito che il calendario attuale si fonda su decenni di ricerca rigorosa. Critiche sono arrivate persino dai ranghi repubblicani. Il senatore della Louisiana Bill Cassidy, medico e presidente della commissione Salute del Senato, che aveva fornito il voto decisivo per la conferma di Kennedy, ha definito l'ordine un errore: "Questo ordine esecutivo è sbagliato, il presidente non ha le competenze per farlo".L'ordine, inoltre, incarica il Dipartimento di Giustizia di fare causa agli Stati le cui leggi sull'obbligo vaccinale scolastico, secondo l'amministrazione, violerebbero l'autorità dei genitori, la libertà religiosa o il principio di uguaglianza. Resterà invece invariata la copertura del programma federale Vaccines for Children, che fornisce le vaccinazioni alle famiglie meno abbienti.