Si è costituito in caserma a Ugento, in provincia di Lecce, un 22enne che ieri mattina ha travolto e ucciso il ciclista di 28 anni, Daniele Congedi, il cui corpo, dopo la denuncia di scomparsa delle ore precedenti, è stato trovato ieri in tarda serata in un terreno adiacente alla strada provinciale tra Racale e Ugento. Le indagini dei carabinieri della Stazione di Racale e della Compagnia di Casarano hanno stretto il cerchio sull’auto coinvolta anche attraverso verifiche effettuate nelle officine della zona, finalizzate a individuare eventuali vetture portate nelle ultime ore per riparazioni compatibili con i danni che potrebbero essere stati provocati dall’impatto. Si è rivelata particolarmente importante la segnalazione giunta spontaneamente ai militari da parte del titolare di una ditta di soccorso stradale che, dopo aver appreso la notizia dell’incidente, ha contattato la caserma riferendo di aver recuperato, proprio nella zona interessata, un’auto rimasta in panne.
Nel corso di accertamenti successivi nel deposito della ditta è stato esaminato il veicolo e sono stati riscontrati elementi compatibili con la dinamica dell’incidente, indirizzando ulteriormente le attività investigative. Il mezzo – una Lancia Y – è stato sottoposto a sequestro. Si è risaliti quindi al proprietario dell’auto, che in un primo momento risultava irreperibile. Sono stati convocati i familiari e, nelle ore successive, il giovane si è presentato spontaneamente in caserma accompagnato dal proprio avvocato difensore. Il giovane, già identificato dai carabinieri si è presentato spontaneamente e ha ricostruito l’accaduto davanti agli investigatori. Come raccontato da Sky Tg 24, ha raccontato di non aver capito di aver travolto un ciclista, ipotizzando invece di aver urtato un animale o una pietra. Le attività investigative sono in corso e sono finalizzate a ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e ad acquisire tutti gli elementi necessari. Al momento, l’ipotesi di reato oggetto degli accertamenti è quella di omicidio stradale. L’indagine è coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce.










