Non cessa l’onda lunga di entusiasmo dei tifosi dopo l’arrivo del nuovo title sponsor Cmt Orange Tools di Marcello Tommassini che nella conferenza di presentazione di Villa Cattani Stuart ha portato con sé una carica irrefrenabile di ottimismo alla quale i tifosi non sono certo stati indifferenti. Sui social media è così comparso un profluvio di commenti pressoché unanimi a favore dell’azienda di utensili pesarese. In tanti lodano l’opera di convincimento attuata dal presidente del consorzio basket Franco Arceci e dall’amministratore delegato Dalla Salda, i quali hanno finalmente centrato l’obiettivo di riportare un marchio (pesarese) sulla maglia della Victoria Libertas. Su Facebook Gianluca Vimini è in estasi per le parole del neo patron: "Sono musica per le orecchie dei tifosi! Il suo entusiasmo è sano e bello, chissà che non funga da volano per altri imprenditori". Davide Maffoli scherza come lo stesso patron in conferenza "Se non iniziate a scrivere Tommassini con due "m", la Cmt ritira subito la sponsorizzazione!".

Alex Mazzoli si chiede se ora si potrà finalmente puntare in alto. Rudy Gab ricorda un suo cliente canadese che voleva solo frese targate Cmt a testimonianza della bontà del prodotto. Yuri Storti spera che la sponsorizzazione porti in regalo due giocatori che possano fare la differenza per gli ultimi due tasselli mancanti in squadra. Altri la vedono come una rivincita contro i cosiddetti "gufi da tastiera", che pessimisticamente in rete non perdono mai occasione per polemizzare e denigrare qualsiasi mossa societaria. Emanuele Pierotti invita ironicamente tutti a comprare le punte del trapano. Infine Alessandro Trivelli ricorda con commozione il suo passato nell’Inferno Biancorosso col fratello di Marcello: "Vedere il marchio Cmt sulle maglie della VL Pesaro non è semplicemente la notizia di un nuovo sponsor. È la chiusura di un cerchio che per tanti di noi era iniziato più di quarant’anni fa. Un cerchio fatto di passione, appartenenza e amore incondizionato per questi colori. Da bambino, nei primi anni ’80, ho avuto la fortuna di conoscere Stefano Tommassini. Erano gli anni in cui il basket si viveva con il cuore, sugli spalti, tra bandiere, cori e amicizie che sarebbero rimaste per sempre. Erano gli anni in cui nasceva l’Inferno Biancorosso, un gruppo che ha scritto pagine indimenticabili della storia del tifo pesarese. Oggi rivedere il nome della famiglia Tommassini accanto alla VL mi emoziona profondamente. Perché questa non è solo un’azienda. È una famiglia pesarese che, partendo da una piccola officina nel 1962, ha costruito un’eccellenza italiana conosciuta in tutto il mondo, senza mai dimenticare le proprie radici. Ci sono imprenditori che investono nello sport e poi ci sono persone che investono in una comunità, nella sua identità, nei suoi giovani e nei suoi sogni. Grazie perché il vostro sostegno non rappresenta soltanto un aiuto economico, ma un messaggio di fiducia verso una città intera".