HomePesaroSportTorneo amatoriale. C’è un basket che parla il dialetto. E’ quello dei pesaresi appassionatiSuccesso della manifestazione ideata da Marco Panzieri che quest’anno ha radunato centocinquanta partecipanti.Successo della manifestazione ideata da Marco Panzieri che quest’anno ha radunato centocinquanta partecipanti.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciAl campetto da basket Kellogg’s di Soria, si è rinnovato per il sesto anno consecutivo "L’Oll Star Gheim del Glu Glu Team", torneo che ha raggiunto 150 presenze tra giocatori, famiglie, bambini e amici. Una serata dedicata al divertimento, alla condivisione e, naturalmente, al basket. In un clima nel quale il risultato conta poco, il vero obiettivo era stare insieme, ritrovandosi con una palla a spicchi in mano e con un gruppo sempre più numeroso di amici e bambini attorno al campo. A dare vita a tutto questo è stato, undici anni fa, un gruppo di amici storici: Marco Panzieri, la "mente", Emanuele Cardinali, Marco Brugnoni, Giovanni Oliva, Lorenzo Gostoli e tanti altri.
Insieme hanno fondato il "Glu Glu Team", una squadra particolare che continua a ritrovarsi e a giocare durante tutto l’anno, con una costanza e un attaccamento al progetto inversamente proporzionali alla preparazione atletica di chi ne fa parte. Da sei anni la stagione culmina nella grande festa estiva ribattezzata, con impeccabile inglese pesarese, "Oll Star Gheim". Un appuntamento nel quale gli oltre 80 giocatori, accompagnati da famiglie e amici, si ritrovano per festeggiare e premiare chi si è maggiormente distinto durante l’anno. E non necessariamente per meriti sportivi. E poiché ogni grande evento richiede l’"outfit" giusto, è proprio nell’abbigliamento che emerge tutta la goliardia del team: ogni partecipante si presenta con un travestimento improbabile, con il quale è poi costretto a giocare, come in una sorta di carnevale estivo applicato al basket. Il programma è fitto e, anche sportivo. Si comincia con la partita dei Rookie, che decreta il "Ruchi of de iar"; si prosegue con il draft-sfilata, durante il quale vengono composte le due squadre dei "Veterani", pronte a sfidarsi in una partita di basket 5 contro 5 con l’ausilio di un finto Var e di regole flessibili, come il fuorigioco. In palio ci sono i premi per il "miglior costume", l’"Emvipì" e il "Coc of de iar". Si arriva quindi alla gara del tiro da tre punti, che determina "De Sciuter" dell’anno, e al "Fulmine", la tradizionale sfida ai tiri liberi. Il tutto è accompagnato dalle premiazioni finali. A chiudere la serata, tutti insieme a mangiare attorno al campo, con figli, compagne, moglie amici, tra risate, sfottò e racconti di imprese sportive ingigantite con il passare delle ore. Perché, alla fine della partita e al di là del risultato, ciò che conta davvero è l’amicizia: il basket giocato diventa così un pretesto per stare insieme, fare gruppo e avere sempre nuove occasioni di prendersi in giro durante la settimana o durante gli altri eventi itineranti del gruppo. Il grazie degli organizzatori va all’Ufficio Sport del Comune, nelle persone di Vito Maolucci e Mila Della Dora, e al Centro Sociale Soria, per tutti i pesaresi "il Tangara".







