di

Agostino Gramigna

Le immagini mostrano che il luglio 2026 ha battuto ogni record per temperature dell’atmosfera e del mare, per siccità e incendi. In Italia 19 città da bollino rosso

È come se la storia della meteorologia (e di tutti i metodi di registrazione messi a punto a partire dal XVII secolo) fosse all’improvviso schizzata in alto. Impazzita come una maionese. Il Regno Unito e la Francia si stanno preparando alla quinta ondata di calore. L’agenzia meteorologica nazionale Météo-France avverte che oggi le temperature potrebbero avvicinarsi ai 40 gradi nel sud-est del Paese. Il servizio meteo britannico (Met Office) annuncia invece che entro giovedì potrebbero raggiungere 37 gradi in alcune zone dell’est, 3,8 gradi sopra la media calcolata tra 1991-2020. Mentre in Spagna, l’Agenzia meteo Aemet, informa che la temperatura media si è attestata a 25,7 gradi, 2,6 sopra la norma... Si potrebbe completare il giro virtuale del Continente con l’unico risultato di segnare record su record.

Anche se non c’è niente di più ideologico del «tempo che fa», come diceva Roland Barthes, c’è uno spettro che si aggira in Europa e non è più politico: è il caldo. I dati sono tutti in salita e hanno la forma di un bollettino di guerra se si osserva la «fotografia» scattata da Copernicus (il programma di osservazione e monitoraggio della Terra della Commissione europea), secondo cui il luglio 2026 è stato il più caldo di sempre per temperature dell’atmosfera e del mare. Ma anche per siccità e incendi.