Alcuni passeggeri hanno dovuto prendere un taxiRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciSalire su un autobus di Conerobus, ad Ancona, somiglia ormai a una scommessa al buio. Ieri mattina, il battesimo del nuovo orario estivo si è trasformato in un incubo d’altri tempi: alla fermata di Piazza IV Novembre, la corsa dell’1/4 delle 5:20 non è mai nata. Un motore in fumo e la vettura rimasta di sasso hanno lasciato sul marciapiede una manciata di passeggeri sbigottiti, tant’è vero che sul display del bus, il numero della corsa è stato presto sostituito dalla dicitura "fuori servizio". Per due pendolari, diretti in stazione per raggiungere il treno delle 5:50 per Roma, l’unica ciambella di salvataggio è stata la corsa disperata in taxi: "Abbiamo dovuto pagare 20 euro per arrivare in stazione – ci dice un utente mattiniero – ditemi voi se è normale".
Ma l’epopea dell’alba è soltanto una tessera di un mosaico assai più sconfortante. Fra sedili sfilacciati, carrozze incrostate dal tempo e mezzi che sfrecciano in anticipo lasciando gli utenti a bocca asciutta, la quotidianità del trasporto pubblico dorico oscilla tra il grottesco e la rassegnazione, che coinvolge perfino gli stessi autisti, i quali, di fronte alle lamentele dell’utenza, non possono negare la realtà dei fatti. A condire l’amarezza c’è il salasso di mezza estate: biglietti rincarati del 20% e tagli drastici alle frequenze feriali che isolano periferie, frazioni e ospedali, salvando solo la rotta verso le spiagge di Portonovo. La situazione non migliora nemmeno il pomeriggio: decine di persone rimangono in attesa dei mezzi sotto la rovente pensilina davanti Piazza Cavour (lato ex Inps) o della stessa Piazza IV Novembre. Alcuni, presi dalla rassegnazione, preferiscono incamminarsi a piedi lungo il Viale della Vittoria, altri invece non osano sfidare il caldo, ma la pazienza, decidendo di aspettare anche venti minuti.






