Cinque anni fa, quando il Kazakistan è diventato uno dei maggiori hub mondiali per il mining di criptovalute, il boom ha messo sotto pressione la rete elettrica nazionale. La reazione del governo ha spinto la maggior parte dei miner a lasciare il Paese o a continuare le attività nella clandestinità.

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Ora il governo kazako punta a riportare tutto in patria, offrendo agevolazioni fiscali e certezza giuridica.

Il governo kazako ha firmato un decreto che mira a incoraggiare i cittadini a dichiarare i propri patrimoni in criptovalute, a trasferirli su piattaforme nazionali regolamentate e a integrare gli asset digitali nell’economia del Paese.

Le autorità offrono agli investitori privati un’agevolazione fiscale sui redditi personali derivanti dalle transazioni in asset digitali per un periodo di tre anni, a condizione che tali asset non siano collegati a frodi, al riciclaggio di denaro o a servizi cripto non autorizzati.