Mark Zuckerberg ha deciso di riaprire una porta che Meta sembrava aver accostato, fino quasi a chiuderla.

Il CEO del colosso tech che controlla Facebook, Instagram e WhatsApp ha presentato Muse Glimmer, un nuovo modello di intelligenza artificiale con pesi aperti, abbastanza piccolo da poter essere eseguito su un computer dotato di una singola GPU.

Zuckerberg ha inoltre annunciato che Meta renderà presto disponibili i pesi di Muse Spark 1.2, una versione aggiornata del suo modello più potente.

Per chi ha seguito l’azienda negli ultimi tre anni, la decisione ha un significato particolare. Meta era stata la grande sostenitrice americana dei modelli aperti attraverso Llama, la famiglia di sistemi che sviluppatori e aziende hanno scaricato, modificato ed eseguito sui propri server. Poi la strategia dell’azienda era improvvisamente cambiata.

Quando ad aprile scorso Meta ha presentato Muse Spark, il primo grande modello realizzato dalla nuova divisione Meta Superintelligence Labs guidata da Alexandr Wang, il giovane ricercatore che ha preso il posto di Yann LeCun, ha specificato che il modello sarebbe rimasto chiuso e dunque accessibile unicamente attraverso i servizi di Meta. I suoi parametri fondamentali, a differenza di quanto avvenuto in precedenza con Llama, non sarebbero stati distribuiti agli sviluppatori.