Di: SEIDISERA-Christian Gilardoni/ARi Per quanto torrida la stagione in corso è anche quella in cui in Ticino si concentra il picco del turismo. Dopo un 2025 da record il Ticino sta facendo ancora meglio con arrivi e pernottamenti che, fino a fine giugno, sono risultati in crescita del 4%. Da una prima verifica sembra che a queste cifre contribuisca anche il successo di Como: ci sarebbe, in sostanza, un primo travaso di turisti verso il Ticino. Quantificarne la portata “è un po’ difficile”, ma intanto c’è Lugano che “si presta per accogliere” una clientela che “forse, nel trambusto della ingovernabilità del turismo a Como, trova un rifugio un po’ più tranquillo”, commenta Federico Haas, presidente di HôtellerieSuisse nel Sottoceneri, citando quella clientela che “a Como non trova una camera o non può permettersi” di prenderla poiché i prezzi nella città lombarda “sono alle stelle durante l’altissima stagione”.Il fenomeno non è ancora assimilabile ad un vero e proprio trend e ha una natura “relativamente nuova”. Tutto, ricorda Haas, ha preso avvio “quando Como è un po’ entrata nell’orbita mediatica con l’arrivo di George Clooney” ma, soprattutto, con l’arrivo di “prime catene internazionali che hanno messo la loro bandierine di brand su uno dei numerosi alberghi di Como”. E Lugano, di conseguenza, “beneficia un po’ di questo sovraffollamento”.Vari fattori all’origine del fenomenoAd ogni modo, ridurre tutto il fenomeno alla mancanza di camere “sarebbe davvero un po’ semplicistico”, rileva Stefano Scagnolari, responsabile dell’osservatorio del turismo dell’Università della Svizzera italiana (USI). A contribuirvi, afferma il ricercatore, sono infatti vari altri fattori come “la qualità dell’offerta, la facilità dei collegamenti, la percezione della tranquillità che c’è a livello della destinazione di Lugano”, come pure l’ordine urbano e “la possibilità di spostarsi facilmente, sia a Como, sia nel resto del Ticino”. Del resto si sa che “sempre più viaggiatori organizzano itinerari che comprendono più destinazioni”.Se da un lato è ragionevole ritenere che questo “effetto diretto si concentri soprattutto nel Sottoceneri”, non va però dimenticato, sottolinea Scagnolari, che il pernottamento rappresenta “solo una parte dell’esperienza turistica”. Quindi, se un turista sceglie di stare nel Sottoceneri anziché direttamente a Como, può poi “essere tranquillamente una persona che visita anche Bellinzona, il Lago Maggiore, le Valli”, e con effetti che andranno “anche oltre il luogo in cui avviene il pernottamento”, conclude l’esperto.