Quello di lunedì 10 agosto è il terremoto più forte che ha colpito la Colombia dal 1979. A comunicarlo è servizio geologico di Bogotà, diffondendo il suo bollettino ufficiale: il sisma è stato di magnitudo 7,4 e si è verificato alle 7.34 ora locale, alla profondità di 96 km, a San José del Palmar, nello stato colombiano di Chocó. È stato avvertito anche in Ecuador e a Panama ed è durato quattro minuti.

La catena montuosa delle Ande è, in generale, una zona ad alta sismicità. La Colombia, in particolare, è esposta a un elevatissimo rischio sismico, essendo uno dei pochi Paesi al mondo in cui convergono tre placche tettoniche: la terraferma si trova sulla placca sudamericana, le isole di Gorgona e Malpelo poggiano sulla placca di Nazca, e le isole di San Andrés e Providencia sulla placca caraibica.

Il Paese registra una media di 50mila terremoti al mese, sebbene la maggior parte di essi sia impercettibile all’uomo. Molte delle principali città della Colombia si trovano nella catena montuosa delle Ande o nelle due grandi valli che la dividono in tre catene, attraversate dai fiumi Cauca e Magdalena. L’epicentro del terremoto del terremoto di lunedì si trovava nella Cordigliera Occidentale, tra il fiume Cauca e l’Oceano Pacifico.