Sorpresi sul balcone di un'abitazione nel quartiere Palestro, sono stati bloccati dal compagno della proprietaria. Non imputabili perché minori di 14 anni, i due cugini sono stati affidati a una struttura d'accoglienza dopo il rifiuto dei familiari di andarli a prendere

Un viaggio in treno di prima mattina da Bologna a Padova, poi il tentativo di introdursi in un appartamento approfittando della porta-finestra aperta per il caldo estivo. È finita con l’intervento delle forze dell’ordine la sortita di due ragazzini di 10 e 11 anni, sorpresi a Padova, nel quartiere Palestro, intorno alle 10:20 di domenica 8 agosto. La padrona di casa, che si trovava in soggiorno con il compagno, ha notato la presenza del più giovane sul poggiolo dopo che aveva già scavalcato il parapetto. Le urla della donna hanno messo in fuga il bambino, sceso rapidamente in giardino per ricongiungersi al compagno di 11 anni. Il residente si è lanciato al loro inseguimento per le vie del quartiere, riuscendo a bloccarli e a riportarli nei pressi dell’abitazione in attesa delle volanti della polizia.

All’arrivo degli agenti, i due minori sono risultati privi di documenti. Il controllo dello zaino in dotazione al ragazzo di 10 anni ha rivelato la presenza di un cacciavite a taglio lungo ben 26 centimetri e di un telefono cellulare. Condotti in Questura e sottoposti ai Rilievi foto-dattiloscopici, i due sono stati identificati come un bambino macedone di 10 anni e un ragazzino italiano di 11 anni, cugini tra loro e riconducibili a un insediamento rom nel territorio bolognese. Ai poliziotti hanno raccontato di essere partiti da soli in treno nelle prime ore del mattino per raggiungere il capoluogo veneto.