HomeArezzoCronacaCaregiver: un’emergenza da affrontare con interventi strutturaliAntonio Rauti, presidente della ASP “Fossombroni”, evidenzia criticità e problemi a carico dei familiariCasa Riposo Fossombroni - Antonio RautiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciArezzo, 10 agosto 2026 – Le criticità dei caregiver non possono essere risolte con un semplice “avanzo di bilancio”. A sostenerlo è Antonio Rauti, presidente della Casa di Riposo “Fossombroni”, che da circa due anni sta conducendo un percorso di approfondimento, studio e confronto per far emergere le problematiche psicologiche, sociali, organizzative ed economiche a carico dei familiari di pazienti con patologie neurodegenerative con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per affrontare l’emergenza. «Nel solo 2023 e nel solo territorio aretino - ricorda Rauti, - erano presenti ben 7.248 persone con più di sessantacinque anni di età affette da Alzheimer e 5.802 casi di disturbo cognitivo minore.
È una vera e propria emergenza che non può e non deve essere affrontata con un semplice avanzo di bilancio di 100.000 euro che, rapportato ai numeri in questione, corrisponderebbe approssimativamente a poco più di 7 euro per caso. Si tratta, dunque, di una cifra che non può portare aiuti concreti alle famiglie, che creerebbe gravi disparità tra “caregiver di serie A” e “caregiver di serie B” al momento dell’assegnazione, e che risulterebbe comunque insufficiente per risolvere una situazione complessa, quotidiana e con implicazioni particolarmente delicate. È quindi apprezzabile l’intenzione di destinare risorse a questo problema, ma occorrono studio, programmazione, continuità e interventi strutturati per dare un reale supporto ai caregiver». Il tema dei caregiver è stato trattato nel corso degli incontri della rassegna “Alzheimer, vietato abbandonare le famiglie” che, promossa dallo stesso presidente Rauti, si è sviluppata tra Arezzo e le vallate con una serie di confronti tra istituzioni, medici, operatori sanitari, associazioni e cittadini per approfondire le problematiche quotidiane, arrivando a evidenziare una generale insufficienza di risposte assistenziali e un reale rischio di burnout.







