BIRMINGHAM. Fuori in sedie a rotelle, Mattia Furlani entra ed esce dall’Europeo con un singolo salto che lo ferma. Disteso sulla sabbia, subito mano sul bicipite femorale destro che lo ha bloccato in Cina a maggio e ne ha condizionato la stagione. Il 2026 si chiude qui ed è il primo anno storto di un campione che a 21 anni arriva da sette podi internazionali consecutivi. Dall’argento ai mondiali indoor 2024 a quello nella stessa competizione dello scorso marzo, a Torun, sempre a medaglia e in costante crescita fino al personale di 8,43 metri, a 4 centimetri dal primato italiano di Andrew Howe, registrato proprio nella prima tappa di Diamond League in Cina. Alla seconda l’appoggio che lo fa atterrare male e la lesione di primo grado. Era il 23 maggio, temeva di non poter riprendere, ci ha provato e si è ripresentato in gara a Montecarlo, in agosto, ma la prova del rientro, nonostante la misura di poco oltre gli otto metri, non ha dato le conferme che cercava. Si è rimesso a lavorare e sapeva bene di essersi presentato qui in rincorsa e senza le energie necessarie per una competizione di alto livello. La sua gara, anche in Europa è di valore assoluto con il campione di tutto Tentoglou e il bulgaro Sarăbojukov (in stagione a 8,49 metri) tra più competitivi al mondo. Anche il miglior Furlani avrebbe dovuto lottare in pedana. L’azzurro ha puntato tutto su un salto e ha riacutizzato il dolore, aggravato la lesione. Ha tentato e ora serve tempo e carattere.
Già finiti gli Europei di Furlani, infortunio al primo salto. Inzoli si supera
Il 21enne azzurro si era già fatto male a fine maggio in Cina










