Pubblicato il: 10/08/2026 – 13:11

COSENZA In Calabria nel 2025 sono stati rilevati 11.224 parti, quasi 1.300 in meno rispetto al 2023. Natalità e fecondità restano superiori alla media italiana, ma emergono alcuni dati che meritano attenzione: la mortalità neonatale è tra le più alte del Paese e resta elevato il ricorso al taglio cesareo.Il nuovo Rapporto CeDAP – “Analisi dell’evento nascita. Anno 2025”, elaborato dall’Ufficio di Statistica del Ministero della Salute, restituisce una fotografia articolata della situazione materno-infantile in Calabria. Il Certificato di assistenza al parto rappresenta una delle principali fonti ufficiali nazionali sulle caratteristiche della gravidanza, del parto e del neonato: ad analizzare i dati è Monica Zinno, presidente Associazione Infanzia e Adolescenza (G. Rodari). Eccoli, nel dettaglio.

Progressivo calo delle nascite

Il primo elemento che emerge è il progressivo calo delle nascite. Nel 2025 in Calabria sono stati rilevati 11.224 parti, contro 11.871 nel 2024 e 12.516 nel 2023. In appena due anni la riduzione è quindi di circa il 10%, un andamento che si inserisce nel più generale declino demografico nazionale.La Calabria mantiene tuttavia indicatori di natalità e fecondità relativamente più favorevoli rispetto al resto d’Italia. Il tasso di natalità è pari a 6,5 per mille, contro una media italiana del 6,0, mentre il numero medio di figli per donna è 1,19, a fronte di 1,14 a livello nazionale. Il Rapporto colloca infatti Calabria, Campania e Sicilia tra le regioni meridionali con natalità superiore alla media italiana.