Il debutto di "Cartwheel" all'Edinburgh Fringe Festival scatena la bufera. L'ex fidanzato a Open prende le distanze dallo show: «Perplesso dall'uso di una tragedia, ma ognuno supera i traumi a suo modo»
«La petizione non la firmerò perché critico l’approccio, ma lei è libera di fare quello che vuole nel rispetto delle regole». Raffaele Sollecito spiega così a Open perché ha deciso di non firmare la petizione online, che ha già superato le 40 mila firme, per chiedere la cancellazione di Cartwheel, lo spettacolo comico sul delitto di Perugia, con cui Amanda Knox ha debuttato all’Edinburgh Fringe Festival scatenando l’indignazione della famiglia Kercher. Nonostante ne abbia la piena possibilità, Sollecito chiarisce che non andrà a vedere lo spettacolo: «Ho la possibilità, ma ho altri impegni ora», risponde secco. Nessuna intenzione, quindi, di assistere alla stand-up comedy dell’ex fidanzata, ma nemmeno di ostacolarla: pur prendendo le distanze dal progetto, rivendica il diritto di Knox di muoversi in autonomia.
«Perplesso che una tragedia diventi un richiamo comico»
Il fulcro della posizione di Raffaele Sollecito sta nella diversa gestione del peso del passato. «Io sto cercando di elaborare e superare ciò che è accaduto in un modo diverso. Non credo che esista una ricetta giusta o sbagliata per affrontare un trauma: ognuno trova il proprio percorso», spiega. Nel merito dell’opera, ribadisce la propria perplessità per la scelta del format: «Non avendo visto lo spettacolo comico non posso esprimere un giudizio sul suo contenuto. Posso però dire che, per come è stato presentato e promosso, mi lascia perplesso che una tragedia venga utilizzata come elemento di richiamo per uno spettacolo comico. Personalmente non è un approccio che condivido». Sulle ragioni del tutto esaurito registrato dalle 11 serate in programma, Sollecito chiama in causa anche l’attenzione dei media: «Non me lo spiego, ma sicuramente gli state facendo voi giornalisti pubblicità ed io con voi».










