Swift non ha risposto pubblicamente. Venerdì, però, l'audio era scomparso: nella versione americana di TikTok era apparso un avviso che recitava "Il titolare dei diritti non ha reso disponibile questo brano nel tuo Paese", e il video era rimasto online, ma in silenzio. Trump non ha lasciato passare tutto in maniera taciturna: il 7 agosto il profilo "Team Trump" ha pubblicato un'immagine col layout di Spotify e la copertina di un album immaginario, rosso come il colore del Partito Repubblicano, con il faccione del presidente e il titolo Red (Donald Trump's Version), parodia del titolo con cui Swift nel 2021 aveva riedito il suo album. “L’America è nella sua era rossa", la didascalia. Anche quel video è ora muto. Quella messa in atto sarebbe una strategia ben più larga di campagne di comunicazione. Secondo il Guardian, l'uso sistematico di musica pop da parte degli account trumpiani non sarebbe solo pigrizia o superficialità sui diritti d'autore: è rage bait deliberato, una tattica per provocare le artiste, innescare la loro reazione pubblica e generare attenzione mediatica. Gli account di Trump hanno usato musica di Ariana Grande, Katy Perry, Sabrina Carpenter, Olivia Rodrigo e altri, tutti e tutte a protestare rumorosamente, ottenendo esattamente l'effetto voluto.Swift fino a questa settimana aveva scelto di non abboccare: aveva lasciato correre quando la Casa Bianca aveva usato The Fate of Ophelia, quando dall'Eras Tour erano state ricavate grafiche istituzionali, quando Trump aveva trasformato i cartelloni del Madison Square Garden che annunciavano il suo matrimonio con Travis Kelce in uno slogan elettorale. Poi, ha scelto una risposta silenziosa. D’altronde, già in passato i due avevano mostrato dissapori. Nel 2020 Swift aveva scritto su X che Trump aveva "alimentato il fuoco della supremazia bianca e del razzismo"; nel 2024 aveva dato l'endorsement a Kamala Harris. Trump aveva risposto con una scritta in caps lock pubblicata su Truth: “Io odio Taylor Swift”. Questa volta la cantante ha scelto il silenzio. Lo stesso che ora accompagna i post del tycoon.