Pubblicato il: 10/08/2026 – 9:47

LAMEZIA TERME «Una destra senza populisti» e una Calabria al centro di un’agenda liberale e liberista. È il manifesto politico di Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, che ha rilasciato una lunga intervista al Foglio in cui affronta i principali temi politici nazionali e regionali. Partendo dall’ascesa nella destra di Roberto Vannacci e del suo Futuro Nazionale, ma il governatore calabrese ed esponente dell’ala più riformista di Forza Italia frena su una possibile alleanza con lui: «La politica non è aritmetica, quindi non è per forza detto che immettere elementi di populismo in una coalizione faccia sì che la coalizione aumenti i consensi» risponde Occhiuto. Il rischio è quello di perdere riformisti e moderati tra l’elettorato: «Se ti metti in mano ai populisti forse vinci, anche se io non ne sono sicuro, però è difficile pensare che poi tu possa governare».

«Giorgia Meloni la leader più autorevole»

Occhiuto invoca unità nel centrodestra e promuove Giorgia Meloni, per Occhiuto la leader più autorevole che c’è oggi, una «leader straordinaria, capace di trovare e recuperare consenso, interprete di una destra europea non populista. La parte liberale che la appoggia, cioè Forza Italia, deve approfittare dello sbandamento a sinistra sempre più accentuato del campo cosiddetto largo per rilanciare le sue ricette liberali». Bocciato del tutto, invece, Roberto Vannacci, di cui Occhiuto farebbe anche a meno di parlarne: «Si finisce per enfatizzare un fenomeno presente in tutta Europa, la destra populista, invece di combatterlo. Con Vannacci in coalizione, Meloni, che è la nostra risorsa più importante, sarebbe costretta a ribattere a un generale che le sparerebbe ogni giorno sempre più grosse, quindi a fare una campagna elettorale su un terreno che non è il suo». Da parte sua, la premier ha saputo non cedere ai populisti su diversi aspetti, riconosce il governatore calabrese. Tra questi quello relativo ai conti e all’equità, di cui i populisti «non si pongono il problema». Come, cita Occhiuto, l’esempio del «buco causato dal folle bonus edilizio di Conte».