Tzeltal, Chol e Tojolabal hanno percorso oltre 10 chilometri nello Stato del Chiapas (Messico) per difendere territori, acqua e risorse naturali. Nel mirino minacce, espropri e progetti contestati dalle comunità

Come riportato da Ansa, più di 5.000 indigeni hanno marciato nello Stato del Chiapas (nel sud del Messico) per chiedere pace e la difesa dei propri territori di fronte alla violenza e agli sfollamenti che affliggono le loro comunità, in occasione della Giornata internazionale dei popoli indigeni. I manifestanti – appartenenti alle etnie Tzeltal, Chol e Tojolabal – hanno denunciato minacce, espropriazioni di terre e progetti che, a loro avviso, mettono a rischio le comunità, le risorse naturali e i loro stili di vita. Uomini, donne, giovani e bambini hanno percorso oltre 10 chilometri in una mobilitazione che ha riunito abitanti di cinque regioni, al ritmo di tamburi e al suono di trombe di conchiglia (uno strumento a fiato). I partecipanti all’evento hanno chiesto il rispetto dei loro territori e il diritto a essere consultati in merito a progetti considerati una minaccia per la terra, l’acqua e le comunità nel loro complesso.