Dopo oltre mezzo secolo, la Calmedia interrompe l’attività con la squadra maggiore. La società, fondata nel 1970 e diventata negli anni un punto di riferimento per l’intera comunità, si ferma con la prima squadra, ma conferma la continuità del settore giovanile. «Una scelta ponderata e presa in tranquillità», sottolinea il presidente Salvatore Marche, «una decisione necessaria e responsabile. Nessun dramma», assicura, «abbiamo verificato che non c’erano le condizioni, soprattutto numeriche, per affrontare un nuovo campionato. Per questa stagione ci fermiamo, ma la Calmedia non si ferma, proseguiamo con tutte le squadre del settore giovanile».
Anche una ex bandiera e già sindaco della città Piero Casula condivide la scelta. «Stante la situazione creatasi, la scelta di limitare l'attività al solo settore giovanile è la più appropriata, direi anzi una scelta strategica per il futuro. Puntando solo sul settore giovanile si torna alle origini e allo spirito che animò don Paolino quando fondò la Calmedia. Sport e sociale, con l'obiettivo anche di raggiungere livelli sempre più alti valorizzando elementi locali».
E i numeri lo confermano: 130 bambini sino ai 14 anni, impegnati nelle categorie Giovanissimi, Allievi, Pulcini, Esordienti e Primi Calci, seguiti da 8 tecnici e da un gruppo di 15 dirigenti. Un gruppo solido, che ripartirà, nel solco di una eredità frutto del lavoro di chi l’ ha costruita: don Paolino Fancello, scomparso lo scorso anno. Educatore, sportivo, uomo di dialogo e solidarietà, fu tra i fondatori della società e ne fu anche capitano negli anni dei derby infuocati di Seconda Categoria 1973/74, prima del salto in Promozione negli anni ’80.







