Marco Sgarbi, 65 anni, presidente della gloriosa Ucat 1907, la più antica società ciclistica subalpina, assiduo pedalatore e già vice comandante dei vigili urbani di Torino, ha rischiato di essere coinvolto nel grave incidente di Lanzo Torinese dove un’automobilista, per una lite stradale, ha investito sei ciclisti per poi fare inversione a “U” e colpirne un altro. Ci racconti.«Come ogni sabato ci siamo trovati in una quindicina di cicloamatori alle 8 a San Mauro e ci siamo divisi in due gruppi. Con altri sei o sette ci siamo diretti nel Canavese, mentre un altro gruppetto ha preso la strada delle Valli di Lanzo, dove è poi successo il fattaccio. Se fossi andato con loro probabilmente sarei stato tra i ciclisti presi di mira dall’automobilista inferocito». Da quanto le hanno riferito, che cosa può aver provocato una reazione così spropositata?«Probabilmente l’automobilista aveva già dei problemi mentali e il caldo di questi giorni non aiuta certo a ragionare con calma. Gli sarà scattato un raptus omicida, perché il fatto che dopo averli investiti la prima volta abbia fatto dietro-front per falciarli di nuovo denota proprio la volontà di distruggere le persone». Lei che conosce bene le regole, i ciclisti possono pedalare affiancati o devono stare in fila per uno?«Il Codice della strada dice che sulle strade extraurbane i ciclisti devono procedere in fila per uno, salvo che non ci siano minori di 10 anni. In questo caso, il minore deve stare all’interno e può essere affiancato da un adulto. Sulle strade urbane, invece, i ciclisti possono procedere anche in fila per due, sempre che il traffico lo consenta. L’incidente è accaduto nel centro urbano di Coazzolo, ma quand’anche fosse accaduto fuori dal paese non è che l’automobilista sia autorizzato a falciarli. Bastava un colpo di clacson e si sarebbero spostati». Anche perché da qualche tempo vige la regola del metro e mezzo di sicurezza…«Certo, anche se è una regola che va interpretata con il buon senso. Se la strada è stretta e c’è la linea continua, per applicare correttamente la normativa l’automobilista rischierebbe di invadere la carreggiata opposta. Del resto nessuno gira con il metro in tasca. Si deve superare quando ci sono le condizioni di sicurezza per poterlo fare». Da ciclista praticante, un consiglio per gli altri ciclisti?«Rispettare le regole e poi, importantissimo, non reagire mai alle provocazioni degli automobilisti perché non puoi mai sapere con chi hai a che fare e se trovi un pazzo può davvero finire male».